L'aneurisma cerebrale, un nemico SUBDOLO..
Subdolo e pericoloso, l'aneurisma cerebrale (o meglio la rottura di un aneurisma cerebrale) rappresenta, ad oggi,una forte causa di mortalità nel mondo. Se non preso in tempo, infatti, il sanguinamento conseguente alla rottura porta al coma profondo in brevissimo tempo e alla morte nell'arco di alcune ore. Molti sono gli studi che sono stati fatti in merito, fortunatamente con molti ottimi risultati, specialmente per quanto concerne la terapia definitiva, e quindi quella dell'intervento, mirato ad eliminare questo importantissimo problema. E' possibile leggere centinaia e centinaia di testi in merito.
La sintomatologia si caratterizza innanzitutto per fortissimi mal di testa, che se paragonati a semplici mal di testa possono avere una valenza anchedi 100 volte superiore a questi ultimi. Anche la nausea, il vomito, la visione doppia possono essere sintomi importantissimi di aneurisma cerebrale. Spesso, però, tali sintomi rimangono silenti, fintanto che le dimensioni dell'aneurisma stesso non vanno ad incidere su altre strutture nervose di cui è ricchissima la zona del cranio.
L'intervento chirurgico più classico consisteva (fino a qualche tempo fa, anche se ancora oggi è praticato) nella cranioctomia, ovvero l'intervento attraverso l'incisione (o il taglio) del cranio per arrivare a raggiungere la zona interessata dall'aneurisma. A questi viene poi applicata una clip metallica (compatibile con le risonanze magnetiche) allo scopo di arrestare l'afflusso di sangue all'interno del palloncino, evitando così la possibilità di rottura. Una seconda tipologia di intervento (certamente meno invasivo) permette di raggiungere l'aneurisma "dall'interno" dell'organismo, tramite le arterie che percorrono tutto il nostro corpo e delle sondine studiate appositamente. Giunti all'aneurisma, in questo caso, lo si riempie con un sottilissimo filo di platino che, attorcigliandosi su sé stesso, impedisce l'ingresso del sangue.
Gli interventi in questione non sono assolutamente una passeggiata. Si tratta di una zona molto delicata. Basta un semplicissimo errore e il paziente rischia l'emorragia cerebrale, e quindi la morte.
E' davvero importante, per i pazienti di oggi (e soprattutto per quelli di domani) avere la sicurezza di una chirurgia medica responsabile, funzionale, attenta. La vita è un bene prezioso, e come tale va salvaguardata ad ogni costo.
Il recupero dall'intervento (in caso di esito positivo, come avviene in una buona percentuale diei casi) è abbastanza graduale. Dopo un primo periodo da passare in sala rianimazione, infatti, il paziente riacquista pian piano tutte le sue facoltà. Nei casi più "duri", si è assistito all'intervento di medici specializzati nella fase riabilitativa, quali ad esempio i fisiatri.
Nel seguente video un po' di chiarezza sugli aneurismi cerebrali e sulle modalità d'intervento praticate.